Buon anno nuovo!

Carissimi frateli e sorelle,
amici cari che porto nel cuore e nelle preghiere, eccomi a porvi i miei più cari auguri per il nuovo anno che stiamo vegliando. Vengo a voi con tutta l’amicizia e il calore del caro e bel Congo insieme a tutta la nostra gente fratelli in Cristo.
Oggi, utimo giorno dell’anno, la liturgia ci propone il brano del Vangelo del prologo di San Giovanni:
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio“.
Ecco qua l’essenziale; al termine di tutto e di tutti e all’inizio di tutto e di tutti c’è Lui, il Verbo, il Fratello, il Salvatore, il Signore della nostra e di tutta la storia.
Se, continuando la lettura del medesimo testo, ci viene detto che “Venne nel mondo, ma questi non l’accolse“, noi battezzati, che siamo nel mondo, ma non del mondo, siamo capacissimi di accoglierlo e di fare di Lui il centro delle nostre priorità. Il centro del nostro essere e agire, l’inizio e il compimento del nostro vivere e delle nostre scelte. E’ una questione di libertà intima, quella della scelta, quella dell’opzione fondamentale per un’amicizia, un’unione totale con Gesù. Sforziamoci di riorganizzae il “baricentro” della nostra vita, diamo alla nostra persona l’amicizia vera di Colui che puo’ cambiare le nostre esistenze in vita gioiosa, stabile nel mezzo del grande “guazzabuglio” delle nostre società tutte effervescenti e scintillanti di fuochi di paglia. Un buon anno a tutti incominciandolo con la solennità di Maria Santissima madre di Dio. Ella continui sempre a darci Suo Figlio, Luce per le nostre menti, Luce che brilla in noi e intorno a noi così che anche noi possiamo diventare testimoni di questa gioia che non viene né dalle cose né dalla gloria del mondo, ma dall’amicizia con un Uomo che ci ha lasiato l’esempio per una vita vissuta in pienezza e non a singhiozzi.
Auguro a tutti una primavera dello Spirito, questo 2015 sia l’inizio di una nuova e interessante avventura, della scoperta e riscoperta di un nuovo stile di vita, quello dei valori, della fraternità universale, dell’Amore. Che Dio ci benedica tutti, insieme a tutte le nostre famiglie e con i nostri cari già nati al cielo.
Un abbraccio con tanta gratitudine, vostro Padre Pietro.

Auguri, Buon Natale!

Carissimi fratelli e sorelle!
Vi scrivo per porter arrivare ad ognuno di voi con i miei sentimenti più fraterni per quato Santo Natale.
Dai media e dai 4 punti cardinali un sospiro emerge, incessante, un desiderio che lima giorno e notte. Il mondo più che mai grida il suo bisogno estremo di Luce. Quanta violenza effettiva e espressa nelle parole, il mondo, l’universo grida l’assenza della Pace interiore. Natale, babbi natale, regali, corse luci ecc ecc. Non dimentichiamo il Festeggiato. Natale non è Babbo natale, Natale è l’evento straordinario ed unico dell’Incarnazione, dell’Emmanuele=Dio CON noi.
Allora? Allora VIENI SIGNORE GESU’!
A tutti un vero Buon Natale. Andiamo a braccia spalancate ad accogliere quel Bambino che nasce per crescere in ognuno di noi. Lui arriva e tutto si calma, le passioni, gli orgogli, le arroganze… tutto sparisce, perché la Pace è sbocciata.
Buon Natale a tutti. Vi benedico e vi ricordo tutti nella Santa Messa della Veglia. Uno per uno vi presenterò a quella “mangiatotia”.
Un abbraccio, Padre Pietro.

Luglio, col bene che ti voglio….

Il titolo del mio primo articolo su “amici di padre Pietro” sembra quasi un titolo di una commedia. Ma per questa volta vorrei far altro.

Il mese di Luglio la Chiesa lo dedica al Preziosissimo Sangue di Gesù, poi la nostra attenzione cade sulla prima domenica di questo mese, 14a domenica del tempo ordinario e memoria di Santa Maria Goretti, la santa della purezza, ma anche della coerenza.

In pieno inizio del periodo estivo, sbarazzino e pieno di sollecitazioni per andare ovunque; al mare, in montagna e altrove, la liturgia ci offre, domenica 6 luglio, la meditazione del Vangelo di Matteo capitolo 11, 25-30. Cf”Venite a me… prendete il mio giogo… troverete ristoro”.

All’invito allettante del mondo e delle tradizioni estive si inserisce, quasi timidamente, “la proposta evangelica” affinche anche questo tempo sia vissuto in pienezza per rientrare a settembre carichi e gioiosi.

Sul web troviamo centinaia di proposte pubblicitarie allettanti per programmare le proprie vacanze, ma nessuna di quese, o quasi, voglio essere ottimista, assicura il divertimento e il riposo dell’anima…

Naturalmente tendiamo alle preoccupazioni che riguardano il fisico, al divertimento, al relax, allo svago. Straordinariamente riusciamo a coniugare con ciò anche le esigenze dell’anima, cioè della vita interiore, della pace dell’Essere.

Il Vangelo di domenica si erge dolcemente, senza violenze alcune e senza imposizioni di alcun genere, specie psicologiche, Lui, Gesù, con qualche battuta vuole orientare a sè la nostra attenzione affinche ovunque andremo sappiamo vivere la tensione verso di Lui. Sarà bellissimo dischiudere i nostri occhi sul creato e sulle sue meraviglie e arrivare, attraverso di lui a Dio che ne è l’autore il quale  si firma non col nome, ma con la bellezza che emana la Sua opera.

“Venite a Me voi tutti che siete affaticati…!” Come risuonano in noi queste parole? queste parole cariche, ricolme, zampillanti di vita? Secondo me sono un invito a non lasciarsi distrarre eccessivamente, durante le nostre programmazioni estive, dal solo dato orizzontale, ma di preoccuparsi anche e specialmente del restauro dell’uomo interiore, sballottato, strapazzato dal quotidiano e dai mille “affari”delle nostre giornate. L’eccessivo bisogno di divertimento, di sonno e di distrazione-evasione, dice “fame, sete”, fame e sete di Infinito, di pace interiore,  quella pace strappataci, rubataci, dalle mille esigenze esistenziali dettate dalla società moderna. Spesso anche da noi stessi, dalle nostre tristezze, divisioni, egoismi, eccessi di protagonismo, scontentezze, critiche, gelosie… (elementi-realtà queste che dovrebbero già interpellarci a riguardo della nostra vita di fede e di preghiera. Andare a Messa, pregare nei vari gruppi, anche mariani e poi essere abitati da queste contraddizioni ci dovrebbe interpellare a un rilancio della Fede, quella vera.)

Mai come oggi la vita dell’uomo, sazia di tutto, e stata così scontenta. Perché? Perché all’uomo non basta il solo pane, l’uomo creato a Sua immagine, non può realizzarsi pienamente e compiutamente senza di Lui. Andiamo a Lui noi tutti affaticati, appesantiti, non dai kili in più, ma dalla “gravità”terrestre del bisogno di cose e di solo materiale. Forse del solo apparire!

Ricostituiamo in  noi l’uomo interiore, risvegliamolo, riabilitiamolo… Subdolamente i “media” ci impongono una vita solamente immersa nel consumismo nell’evanescente: la dittatura del “così fan tutti”, dell’eccessiva attenzione al “fisico” e della sua necessaria “performans”, degli accessori di cui DOBBIAMO essere forniti altrimenti non si è accettati ecc. A tutte queste attenzioni per l’uomo esterioire e alla sua “corazza” dell’apparenza, non si dovrà ovviare alle altrettante urgenze e necessità dell’IO interiore, quello che mi porta, quello che mi da valore realmente, l’IO che mi fa sorridere sinceramente e balzare di gioia nonostante tutto.

Questo uomo interiore, nascosto spesso all’occhio dei vari “spots”, HA i suoi bisogni; sono le necessità che vanno al dilà del dato materiale, ma che sono “incontro-ascolto-scambio-riposo” con l’autore della Vita.

Perché le vacanze dovrebbero escludere il dato Spirituale? Perché il mare o i monti devono autorizzarmi a mettere una parentesi con l’Incontro col Signore? Perché durante le mie escursioni dovrei staccare la spina della relazione col trascendente, il quale si chiama Papà, Dio? Perché assetato dovrei preferire un cucchiaio d’acqua alla fonte d’acqua viva?

Allora “prendiamo il Suo giogo”. E che vuol dire? cioè la coerenza, cioè il non abbandonare le convinzioni, la mia identità per la “vacanza”! Vacanza non deve voler dire trasformarsi in un essere senza anima in balia del “gioco”, ma restare fermo nella razionale convinzione che sono e rimango “figlio di Dio” anche al mare e altrove. Il Giogo della coerenza e della propria identità ovunque.

A questo riguardo ci rimandiamo alla memoria della cara Santa Maria Goretti, la Santa della coerenza. Per coerenza e per convinzione Santa Maria Goretti non ha ceduto ai compromessi dei sensi, ma gli ha opposto resistenza con un “NO”fermo, scegliendo l’ideale e la fede come guide e accettando di pagare caro per la sua fedeltà, convinta totalmente che la gioia viene dal “giogo leggero” e non dai piaceri dei sensi.

Troveremo ristoro! Cerchiamo affannatamente e sempre senza riposo la gioia, la pace, il benessere e spesso lo confondiamo e lo rimpiaziamo con le cose econ dei luoghi geografici… Che illusione, che “trappolina”! Il demonio sa bene come distruggerci dall’interno regalandoci cose! Per il ristoro dell’uomo interiore e anche esteriore ci è necessairio un andare! E’ sempre il solito andare biblico dell’Esodo. L’andare che risponde all’invito di Gesù di “VENITE A ME”. un’ennesima condizione evangelica senza appello: Lui solo è  la vera gioa e pace. Lungi dal pensare che si debba diventare dei bigotti, questa regola richiama l’attenzione del cristiano alla coerenza. L’abito bianco ricevuto e indossato al Battesimo dice tutto il valore dell”habitus” cioè della nuova forma acquisita nel Battesimo, sacramento indelebile, quindi non vedo perché si dovrebbe scolorire durante l’estate…

Troveremo ristoro, cioè alle nostre interminabili ed acute “depressioni” serve la spinta dello Spirito per ridare “pressione” all’anima. Spesso le tristezze e le sfiducie, le solitudini e depressioni non sono altro he il grido della “fame e sete” dell’anima di Dio.

Allora tutti agli zaini e alle valige, tutti alle macchine e ai treni e aerei in ricerca di spazi dove possiamo coniugare armoniosamente nuotate nel mare e passeggiate in montangna con le immersioni nello Spirito e il cammino che porta a Lui che sempre ci aspetta ovunque per restare con noi! Buone vacanze a tutti, una preghiera e una benedizione.